Donato Coviello (Partito Democratico): Trasporto pubblico – Ultima fermata

Considerando l’attesa dell’approvazione del bilancio regionale, considerando il rischio più volte paventato di uno stato di agitazione delle aziende del trasporto pubblico locale, aderenti all’Anav, che non riescono a far fronte al pagamento degli stipendi dei dipendenti, né alla regolarità dei servizi di competenza, a causa del venir meno di 40 milioni di euro di risorse, sperando che la nuova legge regionale sul trasporto pubblico possa finalmente risolvere alcune criticità, lo scenario futuro non è certo dei più rosei se si pensa che i costi aziendali continueranno ad avere una crescita esponenziale, mentre le Amministrazioni saranno sempre più costrette ad effettuare tagli alle risorse destinate al settore dei trasporti.

A pagarne le spese i cittadini, con esigenze che si sposano sempre meno con i servizi offerti, meno disposti ad adattarsi ai tempi del trasporto collettivo e al nuovo sistema che prevede l’uso di più mezzi per raggiungere la propria destinazione.

La riforma del trasporto pubblico regionale e locale, dunque, sulla base della bozza della nuova legge, necessita di possibili soluzioni, il cui fine sarà quello di realizzare un sistema integrato di trasporto, favorendo il miglioramento della mobilità territoriale e la razionalizzazione economica.

Per la gestione integrata a livello regionale è necessaria la creazione di un vero e proprio dipartimento trasporti e/o di un’agenzia dei trasporti, affinché si concentrino in un unico ufficio le competenze e le professionalità relative al trasporto, risorse di cui si ha una grande necessità nelle amministrazioni pubbliche locali, che vadano ad affiancarsi a quelle già presenti e che magari sono già oberate di lavoro.

Tale ufficio dovrebbe occuparsi di predisporre i bandi di gara per l’affidamento dei servizi di trasporto pubblico regionale, provinciale e comunale, di coadiuvare le province e i comuni nella predisposizione dei programmi di esercizio, di favorire l’interscambio gomma/ferro e gomma/gomma, nonché di attivare soprattutto la bigliettazione unica.

Ai Comuni, a questo punto, spetterebbero, oltre alla rete dei servizi di trasporto pubblico minimi comunali, d’intesa con la Regione, anche eventuali servizi di trasporto aggiuntivi, con oneri economici a carico dei propri bilanci, definendo in autonomia i costi, sulla base della tipologia dei servizi e delle risorse finanziarie disponibili.

Per quanto concerne il comune di Potenza, visto che il ruolo strategico di Potenza nei prossimi anni sarà quello di dimostrare di essere soprattutto Città comprensorio, capace di creare sinergie territoriali con quelle aree dove è forte il pendolarismo verso il capoluogo, confermandosi città dell’alta qualità dei servizi e punto di riferimento di un’ampia area extraurbana, si dovrà fare affidamento sulla nuova legge regionale, insistendo sul sistema verticale di trasporto che fa di Potenza una città all’avanguardia e con un ambizioso progetto di crescita, il cui obiettivo deve necessariamente comprendere la programmazione di una serie di azioni in grado di trasformare l’area centrale della Basilicata in un sistema urbano-territoriale, con funzione di baricentro socio-economico che spinga alla rivitalizzazione delle aree interne e al riequilibrio di dotazioni e servizi tra la città di Potenza ed i comuni dell’Hinterland.

Il servizio di Trasporto pubblico locale del Capoluogo, in quanto polo di attrazione dell’intera mobilità regionale, non può quindi essere riconducibile alla semplice area comunale, bensì dovrà essere considerato nell’ambito dei servizi minimi individuati dalla Regione, da erogare attraverso il coordinamento con i servizi extraregionali su gomma e su ferro.