Salvatore Lacerra (M.P.A. – L’Altra Città)

Oggetto: Scuola Sinisgalli.

In ordine alla vicenda della succursale della scuola Sinisgalli di Potenza , leggere quanto dichiarato dal Sindaco Santarsiero e dall’Assessore Molinari è increscioso e dimostra il pressappochismo con cui opera, per quel poco che riesce a fare, questa amministrazione.
Il Sindaco e l’Assessore di fronte alle proteste di alcuni membri del Consiglio d’Istituto, che lamentano la inadeguatezza di alcune aule, precisamente tre, che gli amministratori dichiarano misurare 23, 24 e 46 mq. nel precisare che la soluzione era stata discussa ed a loro dire condivisa; che le lamentele,odierne danno la “sensazione” di una strumentalizzazione; gli amministratosi dichiarano che “sospendono ogni decisione”
In queste dichiarazioni non riconosco buoni amministratori, anzi.
Ricordo al Sindaco ed al suo assessore che circa 20 metri quadrati misura la stanza di un qualunque appartamento,; come si possa pensare di svolgere lezioni o tenere alunni in stanze di poco superiori è veramente difficile.
Avere la sensazione che qualcuno voglia strumentalizzare ogni qualvolta vengono rivolte critiche a questa amministrazione comunale è una considerazione sciocca a cui non crede nessuno.
Pensare che il prossimo stia ad aspettare gli errori del Sindaco e del suo Assessore è paranoia pura.
Quello che rammarica è l’atteggiamento ricattatorio che aleggia in questa amministrazione ed investe la Città: non è consentito lamentarsi; bisogna assuefare i voleri del Sindaco; occorre rinunciare alla propria intelligenza e “condividere” le scelte.
Caro Sindaco ed Assessore, anche i bimbi sanno che vi sono delle regole in ordine agli spazi, alle dimensioni degli ambienti, anche in relazione al numero degli alunni da ospitare o alla destinazione da dare agli immobili.
Vi è stata una preventiva analisi tecnica o vi è stata improvvisazione?
Se le regole sono rispettate che si vada avanti senza timore di critiche ma se vi è stata grossolana superficialità allora Sindaco ed Assessore chiedete scusa e non lamentatevi di congiure o strumentalizzazione.