Oggetto: Necessità di adeguare i regolamenti comunali alla direttiva servizi.
Il Consigliere Municipale di Potenza, Antonino Imbesi, ha comunicato di aver sollecitato il Sindaco e l’Assessore alle Attività Economiche ad adeguare la regolamentazione comunale sulla assegnazione delle licenze commerciali alla luce della nuova “direttiva servizi” approvata da pochi giorni dal Consiglio dei Ministri e che, a sua volta, recepisce la direttiva europea 123/06 (ex Bolkestein).
“La nuove direttiva approvata dal Governo introduce importanti modifiche ampliando ed uniformando la liberalizzazione per l’apertura di negozi, attività commerciali ed esercizi pubblici. – ha detto il Consigliere Comunale – D’ora in poi basterà presentare alla camera di commercio o allo sportello unico una dichiarazione di inizio attività, fatti salvi, ovviamente, i diritti di onorabilità del titolare della stessa attività e qualche altra piccola eccezione per i pubblici servizi. Il Comune deve, quindi, adeguare rapidamente anche la sua regolamentazione alla luce di questa innovativa norma, che in ogni caso, essendo di grado superiore, va immediatamente applicata...”
Il Consigliere ha fatto notare che alcune eccezioni alla norma generale sono previste per gli esercizi pubblici senza clientela predefinita (per esempio bar e ristoranti) per i quali rimarrà in vigore un sistema di autorizzazioni legato, però, questa volta, ad un silenzio-assenso di 60 giorni.
“Il Comune non potrà però negare l’apertura agli esercizi pubblici se non per motivi legati alla salvaguardia delle zone di pregio artistico, storico ed architettonico oppure per evitare di peggiorare le condizioni di vita del cittadino (ad esempio a causa del possibile aumento del consumo di bevande alcoliche). – ha continuato IMBESI – Vengono meno, quindi, i contingentamenti esistenti legati alla popolazione ed al suo reddito. E questo apre indubbiamente la porta a nuove occasioni di lavoro ed investimento da parte dei cittadini che lo vorranno…”
Il Consigliere ha rimarcato che, invece, per gli esercizi pubblici con clientela definita (per esempio bar e ristoranti nelle stazioni ferroviarie ed in circoli privati) verrà utilizzata d’ora in poi la DIA.
“La Dichiarazione di Inizio Attività – ha continuato IMBESI – verrà usata anche per l’apertura di nuove edicole che, anche in questo caso, potranno essere limitate solo per salvaguardare le zone di pregio artistico, storico ed architettonico… Insomma, anche per queste attività, è, quindi, lecito aspettarsi nuove richieste di apertura.”
Il Consigliere ha, pertanto, concluso comunicando di aver chiesto al Sindaco ed all’Assessore competente di approvare con urgenza le modifiche regolamentari del caso ed inviarle alla valutazione del Consiglio Comunale per poter essere recepite dalla Massima Assemblea cittadina.
“È necessario che si adegui con rapidità la normativa comunale alla luce dei cambiamenti stabiliti dal Consiglio dei Ministri. – ha chiuso IMBESI – Anche perché ulteriori modifiche alla legislazione generale sono state introdotte per altri settori economici importanti, ad esempio per gli agenti e rappresentanti di commercio, per i mediatori e gli agenti immobiliari e di affari, per le lavanderie, per gli estetisti, ecc. Tutte attività sicuramente presenti in buon numero città ma anche molto appetibili da chi vorrebbe tentare di costruirsi, in un periodo di crisi, un futuro lavorativo… ”