Oggetto: Edizione del 2 aprile 2010 del “Quotidiano della Basilicata”.
Egr. Sig. Direttore
leggo sull’edizione di venerdì 2 aprile ’10 l’articolo dal titolo ” Imbesi sono rimasto da solo in aula sulle interrogazioni: vegognoso”.
Mi corre l’obbligo a tal proposito di esprimere alcune riflessioni, nel merito dell’articolo, che riporta affermazioni e valutazioni di un Collega Consigliere comunale.
Il Consiglio comunale di Potenza è composto da colleghi – maggioranza e opposizione – che quotidianamente, sia nelle commissioni consiliari che in consiglio, con spirito di abnegazione dedicano tempo, energie e intelligenza alla valutazione delle problematiche della città di Potenza.
Basti por mente al fatto che in seno all’assise comunale sono costituite sei commissioni consiliari permanenti, composte ognuna da 18 consiglieri comunali, che si riuniscono mediamente due volte la settimana per l’istruttoria degli atti da discutere in consiglio e non solo, e che vedono generalmente la presenza della stragrande maggioranza dei componenti.
Pertanto non è costume di nessun collega ” prendere” il gettone dopo l’appello e andare via dall’aula” .
Rientra certamente tra le funzioni del consigliere comunale quella di interrogare l’esecutivo, ma la funzione fondamentale del consiglio comunale è quella di valutare gli atti, discutere delle questioni amministrative della città, in un confronto dialettico tra i componenti dell’organo.
Al contrario, durante la trattazione delle interrogazioni ed interpellanze, i consiglieri diversi dall’interpellante non possono in alcun modo intervenire sull’argomento, perché per regolamento non è previsto dibattito, ma esclusivamente interlocuzione tra la Giunta comunale ed i consigliere interrogante, per cui è fisiologico che si manifesti una scarsa presenza in aula, ma ciò si verifica da sempre in tutte le assisi, dal Parlamento, al consiglio Regionale ecc, come ognuno ha modo di constatare attraverso i media.
Il consiglio comunale di Potenza dopo una prima fase di assestamento, oggi ha quasi del tutto azzerato l’arretrato, proprio grazie all’organizzazione dei lavori concordata all’unanimità tra l’Ufficio di Presidenza e la Conferenza dei Presidenti di gruppo consiliare,
” inversioni degli ordini del giorno” aumento del tempo dedicato alle interrogazioni ecc, ma voler valutare la qualità dei lavori consiliari avendo a parametro di riferimento il numero di interrogazioni ed interpellanze discusse, significa mortificare il complesso lavoro svolto da tutti i colleghi e svilire gravemente la funzione del ” parlamento cittadino”.
Aggiungasi infine che nella seduta del 31 marzo 2009 è stata una scelta del collega Imbesi quella di trattare le interrogazioni pur in assenza della maggior parte dei consiglieri, perché altri consiglieri, come il consigliere Becce che aveva proposto il maggior numero di interrogazioni iscritte all’odg di quella seduta, ha richiesto ed ottenuto il rinvio della trattazione di alcune di esse alla prossima seduta del consiglio comunale.
La ringrazio per l’attenzione e Le porgo cordiali saluti.
Potenza lì 3.04.2009