La prima seduta del nuovo Consiglio Comunale di martedì 8 luglio e’ stata “celebrativa”, come sempre accade e come era scontato che fosse dato il profondo rinnovamento della rappresentanza consiliare (i 2/3 dei consiglieri sono “nuovi”).Nelle prossime sedute, a partire da quella già convocata per il 15 luglio, ci sarà modo di eleggere Luigi Petrone a Presidente del Consiglio Comunale (dalla terza votazione saranno sufficienti i soli voti del Centro Sinistra) ma ci sarà anche tempo per iniziare ad entrare nel vivo delle questioni, almeno sino a quando le forze di centro sinistra, quelle che detengono la maggioranza in Consiglio, non dovessero ritenere che i superiori interessi della Città impongano soluzioni diverse.Già perché (forse non è ancora chiaro a tutti) la maggioranza dei consiglieri eletti e’ di segno opposto al Sindaco De Luca ed alla sua Giunta; certo, i rapporti di forza che si sarebbero venuti a determinare all’interno del Consiglio Comunale erano sostanzialmente già noti dopo il primo turno elettorale del 25 maggio e gli elettori avrebbero fatto bene a tenere presente questa circostanza quando sono entrati nella cabina elettorale per il turno di ballottaggio dell’8 giugno (per la verità sono stati molti di più quelli che hanno purtroppo preferito le cabine degli stabilimenti balneari).Le loro – legittime – scelte hanno di fatto determinato una situazione davvero molto difficile da gestire (ed è bene evidenziare che questa e’ la seconda volta in quindici anni che ciò si verifica a Potenza).Ho stima personale per Dario De Luca e grande considerazione per la serietà e la professionalità dell’Ing. De Luca e sono quindi convinto che cercherà di operare al meglio e nell’interesse della Città, che è poi l’unico obiettivo al quale tutti dovremmo comunque tendere.Tant’è che, in occasione della breve ma intensa cerimonia di insediamento, quando è toccato a me, nelle mie funzioni di Sindaco facente funzioni dopo la decadenza di Vito Santarsiero, consegnare la Città al neo eletto Sindaco De Luca, avevo lanciato un forte richiamo alla necessità di dare prova da parte di tutti di un altissimo senso di responsabilità, perché la Città deve essere comunque governata, perché la difficile e gravosa azione di risanamento dell’ente che ci siamo responsabilmente accollata non ammette alcuna soluzione di continuità, perché la Città si trova in una delicata fase di transizione in quanto l’ambizioso progetto e percorso di modernizzazione che abbiamo avviato non può subire colpi di arresto, perché ci sono programmi in corso che vanno proseguiti con la necessaria convinzione e condivisione: penso a Potenza 2020, penso al piano nazionale città con i suoi 70 milioni di euro di investimenti, penso al piano di sviluppo e coesione con i suoi 26 milioni di euro che attendono solo di trasformarsi in cantieri e lavoro, penso alla metropolitana con i suoi venti milioni di euro di finanziamento, penso al rilancio dell’ACTA ed all’avvio della raccolta differenziata porta a porta, anch’essa già finanziata, e via dicendo.Ma penso innanzi tutto al ciclo di programmazione 2014/2020 ed a tutte le aspettative che la Città vi ripone in termini di rafforzamento e potenziamento della propria struttura urbana ed alle proprie più che legittime aspirazioni di leadership territoriale e regionale.Eppure questo alto senso di responsabilità non l’ho sinceramente registrato nei primi atti di governo del Sindaco De Luca.Un tweet lanciato in rete dal suo staff, quasi contemporaneamente alla formazione della sua Giunta, pomposamente proclamava “dobbiamo ridurre i costi e portare a risanamento il nostro bilancio”, ma contraddiceva in maniera stridente la nomina di una Giunta con nove assessori, mentre quella uscente era già ridotta ad otto e lui stesso aveva più volte proclamato in campagna elettorale che avrebbe fatto una Giunta a sei.Ma non basta!!! Quasi contestualmente, ed anche qui smentendo ciò che aveva “promesso” in campagna elettorale, c’è stata anche la nomina di un nuovo dirigente comunale, che, benché un affermato giornalista della stampa locale gli facesse credito dell’incarico di “rovistare nei cassetti”, e’, invece, formalmente destinato a funzioni di coordinamento di tutta l’area economico-finanziaria dell’Ente, certamente più confacenti alla sua professionalità ed esperienza ma con totale ed insopportabile dispregio delle ottime professionalità interne che l’amministrazione e la Città dovrebbero ringraziare per la serietà e la competenza con cui hanno svolto il proprio lavoro in tutti questi anni.Così come si appresterebbe ad affidare incarichi esterni per il suo staff (a partire dal capo di gabinetto e dal portavoce) e ci auguriamo che il suo esempio non venga seguito dai suoi nove assessori, perché anche queste sono scelte che noi ci eravamo responsabilmente imposto di non fare in relazione alle esigenze del risanamento.Se questo e’ il rigore e la riduzione dei costi che la sua amministrazione si propone di attuare non oso immaginare la fine che sono destinati a fare i sacrifici che la Città è stata costretta a fare proprio in funzione delle esigenze di risanamento finanziario dell’Ente.Ma anche sotto l’aspetto più strettamente funzionale non ci pare che la Giunta sia frutto di quelle scelte innovative che il candidato sindaco De Luca aveva promesso a quei 16.293 elettori (un terzo del corpo elettorale cittadino) che gli hanno dato la propria fiducia.Nonostante ben nove assessori, ha infatti avocato a se’ diverse deleghe importanti ed impegnative: passi per la Polizia locale (che, per norma, dipende direttamente dal Sindaco) e per l’annessa Protezione civile, o per gli Affari legali ed anche per Bucaletto, ma le Risorse umane, le Opere pubbliche, la Riqualificazione urbana, gli Espropri, la Viabilità ed ancora lo Sport e le Politiche giovanili meritano attenzioni che un Sindaco (per quanto eccezionale possa essere) non può certamente dedicare, se non altro per le altre gravose incombenze che sono proprie della funzione svolta.Per di più le stesse deleghe di alcuni suoi assessori (vedi ad esempio quelle attribuite agli assessori De Francesco, Percoco e Salvia) non sono poi il massimo della coerenza funzionale.Ma queste sono solo alcune delle questioni di merito relative alla formazione della giunta, del tutto secondarie rispetto al macigno, al vulnus della questione politica che non faciliterà certamente il compito di dare alla città la governabilità di cui necessita e certamente non per nostra responsabilità.Da tutte le parti era venuto forte l’invito al Sindaco De Luca ad evitare la formazione di una giunta politicamente caratterizzata, invito che egli ha evidentemente declinato assumendo a se tutte le conseguenze politiche di un tale dirompente atteggiamento.Capisco le forti pressioni alle quali è stato sottoposto dalla dirigenza delle forze politiche che l’hanno sostenuto nella campagna elettorale, ma questa giunta e’ esattamente il contrario di quello che il centro sinistra si potesse attendere per poter spostare l’attenzione, responsabilmente e senza inciuci e sotterfugi, sui provvedimenti che l’amministrazione avrebbe posto in essere per dare comunque alla città le risposte necessarie.E non ci si venga a ripetere la storiella che si tratta di assessori scelti per le loro competenze tecniche (che certamente pure ci sono), che questa e’ una giunta apartitica ed apolitica, perché ciò è palesemente smentito dalla circostanza che il Vice Sindaco e’ stato il primo degli eletti della lista di Fratelli d’Italia, che altri assessori sono espressione ed hanno svolto (e tuttora svolgano) funzioni politiche in formazioni politiche di estrema destra.Del tutto intempestivo e politicamente irritante e’ risultato poi il tentativo di procedere a tardive consultazioni politiche con le forze politiche presenti in Consiglio, così come del tutto puerile, sempre sotto l’aspetto politico, e’ l’ardita tesi della differenziazione dei ruoli, una sorta di astensione dalla politica attiva da parte degli Assessori fintanto che svolgono tale incarico perché resta comunque tutto intero il peso della loro forte caratterizzazione politica.Noi non ci sottrarremo comunque alle nostre responsabilità ed alla nostra missione di classe dirigente di questa città e di maggioranza in Consiglio Comunale (lo ripeto noi non ci sottrarremo comunque alle nostre responsabilità) ma è sin troppo evidente che fintanto che le premesse politiche resteranno queste sarà veramente molto difficile una qualsiasi forma di “condivisione” che vada oltre quei singoli provvedimenti che dovessero essere ritenuti strettamente coerenti con gli esclusivi e per noi preminenti interessi della Città.Ed è evidente che la responsabilità dei gravi danni che ciò potrà causare alla Città sarà solo ed esclusivamente di De Luca e delle forze politiche di destra che lo sostengono.
Pietro Campagna Consigliere Comunale del Centro Democratico