Antonio Pesarini (Gruppo Misto): Sequestro Sider Potenza

Chi meglio di uno come me che ha lavorato per ben 35 anni presso una fabbrica della zona industriale di Potenza prima e di Tito poi può comprendere le ansie e le preoccupazioni delle famiglie dei lavoratori dipendenti dell’azienda che a Potenza abbiamo sempre chiamato ” ferriera “. Se da un lato apprezzo la solidarietà espressa da tanti colleghi consiglieri comunali a sostegno delle famiglie interessate al problema dall’altro non comprendo questo atteggiamento di volersi ergere a giudice di comportamenti sicuramente colpevoli di Enti ed Istituzioni che certamente pagheranno per la loro inerzia o peggio ancora per la loro inettitudine.La magistratura saprà certamente farà chiarezza in proposito ma il problema esistenziale delle persone coinvolte rimane se non ci si muove ,tutti insieme , a spingere chi di competenza ed in questo caso la Direzione aziendale, ad attuare nel più breve tempo possibile, tutte le misure precauzionali utili per superare gli ostacoli frapposti, in questo lasso di tempo che per fortuna, oserei dire paradossalmente, coincide con la chiusura di tutte le fabbriche.Sarebbe solo necessario che almeno si desse la possibilità all’azienda di poter smaltire il proprio magazzino che, da quanto è’dato sapere, risulta pieno di prodotti finiti pronti per essere inviati ai rispettivi clienti.E giusto, infine, creare un tavolo di concertazione permanente che, sulla scorta di quanto verificatosi nella nostra città e non solo, controlli costantemente l’evolversi della situazione onde impedire il ripetersi di circostanze analoghe.Concludo affermando che, al netto delle responsabilità di tutti gli attori coinvolti, pensiamo seriamente per il futuro ad una delocalizzazione di un’azienda che, per la sua stessa natura, produce inquinamento anche se questo rientra nei limiti consentiti dalla legge.