Il sequestro degli impianti Sider Potenza è un dramma dinanzi al quale nessuno deve restare indifferente. Ogni anno i lavoratori della ferriera e dell’indotto immettono nell’economia del capoluogo decine di milioni di Euro, che contribuiscono a far vivere centinaia di altre realtà economiche di Potenza e provincia. Ognuno di noi, nessuno escluso, ha troppo goduto, negli anni, dei vantaggi di questo flusso costante di denaro, per potersi oggi permettere il lusso di dire “non mi importa”, o, addirittura, “tanto meglio”. Deve essere chiaro a tutti che, senza un piano industriale alternativo e un lasso di tempo adeguato, non ci sono alternative economiche alla Sider Potenza. Se privata da un giorno all’altro di essa, la città è destinata a un rapido declino.
La magistratura faccia il suo lavoro, ma non si chiuda nella torre d’avorio delle sue prerogative, non lasci passare un solo giorno che non sia necessario, non trascuri di valutare quotidianamente la necessità e l’opportunità del sequestro. E la politica prenda coscienza, una buona volta, delle sue responsabilità, perché in futuro non si costruisca più un intero quartiere dinanzi una fabbrica, perché in futuro si pensi un po’ meno alle speculazioni e un po’ di più ai cittadini e al loro futuro. In questi giorni, stringiamoci tutti ai lavoratori della ferriera: se qualcuno è colpevole di qualcosa, quel qualcuno non è tra loro.