Antonio Vigilante (Lista Civica per la Città): Soppressione Corte di Appello di Potenza

 “Apprendiamo dai media che il 29 agosto prossimo il Guardasigilli Orlando porterà in Consiglio dei Ministri un progetto (si spera, di legge ordinaria) relativo alla riforma della giustizia. Accanto a encomiabili riforme, – prosegue in una sua nota il consigliere comunale Antonio Vigilante (Lista civica per la Città) – quali l’abbreviamento dei tempi del processo civile e la responsabilità dei magistrati, vi è però, e purtroppo, anche un provvedimento che rivela il vecchio vizio burocratico di risparmiare i soldi pubblici non già attaccando i santuari dello spreco, ma togliendo risorse ai cittadini. Il 29 agosto, infatti, in consiglio dei ministri verrà discussa la soppressione della Corte d’Appello di Potenza, insieme alle altre due di L’Aquila e Campobasso.
Si tratta di una misura non solo inutile ma addirittura dannosa: inutile perchè non genera alcun risparmio, trattandosi di un semplice trasferimento di personale da una sede all’altra, e in più prevede il mantenimento della struttura del tribunale potentino con i relativi costi; dannosa perché comporterà un ulteriore allungamento dei tempi della giustizia, e una lievitazione dei relativi costi, per i Lucani tutti. Ricordo che presso la Corte d’Appello lucana le cause vengono già rinviate, oggi, alle impossibili date del 2021. Cosa succederà quando questa enorme mole di lavoro, senza integrazioni nell’organico dei magistrati, arriverà alle Corti di Bari o di Salerno? Nei prossimi giorni ci aspettiamo che non soltanto gli amministratori locali e la società civile facciano sentire la propria voce, ma anche e soprattutto i parlamentari, eletti con i voti dei Lucani -alcuni dei quali considerati influenti a Roma- rendano pubblico il proprio dissenso su questa proposta illogica, dilettantesca e dettata da esigenze demagogiche più che da ragioni d’interesse pubblico. La soppressione della Corte d’Appello lucana può essere il punto di non ritorno verso la disgregazione dell’unità territoriale dei Lucani, la marginalizzazione del capoluogo e la vendita a pezzi della nostra storia di comunità” conclude il consigliere Vigilante.