Consiglio comunale del 15 settembre 2014 su soppressione Corte di Appello

Il Consiglio comunale di Potenza convocato per discutere della eventuale soppressione della Corte di Appello di Potenza, dopo un lungo ed articolato dibattito, alla presenza di Parlamentari, consiglieri regionali, del sottosegretario De Filippo, di tutti i vertici degli organi giudiziari, di avvocati, e degli stessi dipendenti della struttura, ha approvato all’unanimità un ordine del giorno. Questo il testo

Premesso

– che il piano di riforma della giustizia del Ministro Orlando prevede, dopo mezzo secolo, la soppressione della  Corte di Appello di Potenza;

Ritenuto

– che, l’attuale geografia giudiziaria garantisce il criterio della “giustizia di prossimità”, il cui obiettivo principe è la realizzazione di una giustizia veloce, leggera, competente, equa e soprattutto risolutiva;

– che, la Basilicata, purtroppo, per ragioni orografiche, di distribuzione della popolazione sul territorio, di carenze infrastrutturali e precarietà delle medesime, non può assolutamente permettersi di perdere un indispensabile presidio di legalità qual’ è quello della Corte di Appello, insieme a tutti gli altri Uffici giudiziari e non ad essa collegati;

– che, la prevista soppressione della Corte di Appello, lascerebbe l’intera Regione e le attività ivi presenti alla mercè delle pericolose infiltrazioni malavitose provenienti dai territori circostanti;

–          che la predetta soppressione, oltre a costituire l’ennesimo atto di  spoliazione del territorio regionale, potrebbe rappresentare un primo passo verso il definitivo smembramento della Regione Basilicata che si vedrebbe così privata della propria identità;

–  che, peraltro, la prevista soppressione della Corte di Appello, non comporterebbe alcun risparmio di spesa atteso che, da un canto, il personale rimarrebbe in servizio presso la sede di futura destinazione e, dall’altro, non potrebbero comunque dismettersi i locali attualmente destinati a sede della Corte, nell’ambito del Palazzo di Giustizia;

–  che, per converso, la soppressione della Corte comporterebbe un indubbio notevole aggravio di spesa a carico dei cittadini lucani per l’accesso alla tutela giurisdizionale con pesanti ricadute sul tessuto economico e sociale di tutta la Regione;

–          che, un intervento sulla geografia giudiziaria di siffatta portata, non può prescindere da un’attenta e ponderata valutazione di diversi significativi indicatori, quali l’estensione territoriale, il numero di abitanti, i carichi di lavoro, la specificità territoriale del bacino di utenza, la situazione infrastrutturale, il tasso di impatto della criminalità organizzata, ecc…, da effettuarsi con il coinvolgimento delle diverse componenti professionali, istituzionali, politiche e sindacali del territorio interessato;

–  che, infine, la paventata soppressione della Corte di Appello di Potenza, appare di dubbia costituzionalità, ponendosi in contrasto con il principio di rango costituzionale, rinveniente dall’art. 24 Cost., della “effettività della tutela giurisdizionale”, la cui piena e puntuale attuazione non può limitarsi alla esistenza di una buona legge processuale ma implica anche la realizzazione, da parte del legislatore, delle condizioni necessarie per rendere concretamente ed agevolmente fruibili l’accesso alla tutela giurisdizionale per tutti i cittadini; il che certamente non si verifica costringendo gli abitanti della Basilicata spostarsi addirittura in altre Regioni per chiedere giustizia.

Tanto premesso e considerato

Il Consiglio Comunale

–          invita il Governo, in persona del suo Presidente del Consiglio e del Ministero della Giustizia, nonché tutti i gruppi politici presenti in Parlamento, a stralciare dal Piano di Riforma della Giustizia del Ministro Orlando la previsione concernente la soppressione della Corte di Appello di Potenza;

impegna i Parlamentari Lucani ad adoperarsi in tal senso anche promuovendo un confronto fra le autorità governative e quelle istituzionali della Regione Basilicata e con le altre componenti professionali, politiche e sindacali interessate. Il consigliere Potenza propone in aggiunta “l’istituzione di una commissione partecipata da rappresentanti comunali e coadiuvata dai parlamentari della Regione, dal Prefetto della Provincia e dal Presidente della Regione, che svolga quelle attività dirette a ottenere la modifica dell’adottando provvedimento”.