Giuseppe Giuzio (Fratelli d’Italia): Dai comitati di quartiere alle consulte territoriali e tematiche.

Il Consiglio Comunale di Potenza a breve si troverà a discutere della modifica dello Statuto con particolare riferimento all’articolo 41 rubricato- “organismi di partecipazione” – che fa espresso riferimento ai comitati di quartiere.
La Prima Commissione Consiliare permanente ha già calendarizzato sedute per discutere se e come modificare, ovvero sopprimere, detto organismo.
Si avrà modo di sviscerarne problematicità e pregi.
Il regolamento comunale che li disciplina evidenzia che: “I Comitati di Quartiere sono organismi territoriali, senza scopo di lucro, di partecipazione democratica dei cittadini, che svolgono un ruolo propositivo e consultivo”.
Potenza ha previsto ventuno comitati di quartiere ma quelli realmente operanti si possono contare sulle dita di una mano. Infatti la mancanza di risorse da destinare alle funzionalità organizzative primarie degli stessi, ad esempio una sede, ha impedito a molti di poter funzionare.
Frammentare la città in tante parti è stato probabilmente frutto di quella mediazione tanto cara alla vecchia politica e quei pochi comitati, per modo di dire, funzionanti in larga parte sono serviti per dare visibilità a questo o quel presidente a dispetto di un organo di partecipazione che prevedrebbe al suo interno anche l’Assemblea Generale – composta da tutti i cittadini residenti nel quartiere, nonché dai cittadini dell’Unione Europea e dei Paesi extracomunitari regolarmente soggiornanti nel quartiere – e il Direttivo.
L’eccessiva politicizzazione non ha consentito agli stessi di assolvere pienamente e con autonomia alle funzioni propositive e consultive per il Comune.
È evidente che l’istituto non merita alcuna difesa, sia per modalità di attuazione, sia per impostazione che per funzionalità.
É necessario ragionare su basi diverse e seguire la strada che consenta il superamento degli attuali organismi di partecipazione che hanno dimostrato di non assolvere alle demandate funzioni.
Si dovrebbe convergere verso consulte tematiche e territoriali.
La Consulta territoriale diventerebbe l’organo che riunisce i rappresentanti di tutte le organizzazioni associative, iscritte nell’apposito Albo Comunale, che operano in un determinato rione o gruppi di rioni;
la Consulta tematica, invece, l’organo che riunisce a livello comunale, i rappresentanti di tutte le organizzazioni associative, iscritte nell’apposito Albo Comunale, che operano su una determinata materia o settore di attività.
Consulte comunque da eleggere attraverso elezioni democratiche riservate ai rappresentanti delle associazioni presenti sul territorio ed iscritte in apposito Albo Comunale.
Naturalmente si dovrebbe stabilire l’anno zero, per consentire anche a nuove associazioni di avere uguali diritti e prerogative: il primo Gennaio di ogni anno potrebbero entrare a far parte di diritto delle Consulte territoriali quelle organizzazioni associative che, entro il 31 Dicembre dell’anno precedente, hanno ottenuto l’iscrizione nell’Albo Comunale, stabilendo per il primo anno un termine entro cui nuove associazioni possono costituirsi e partecipare alle elezioni delle consulte.
In questo modo si assicurerebbe competenza e partecipazione democratica dei territori attraverso l’attribuzione di funzioni consultive e propositive su tutti i programmi dell’amministrazione comunale riguardanti il territorio.
Le consulte tematiche potrebbero essere individuate in: Agricoltura e Attività produttive, giovani, volontariato sociale, cultura e promozione del territorio, ambiente e sport.
Le consulte territoriali dovrebbero essere al massimo tre: centro storico, rioni periferici e contrade.
Prevedendo il diritto di partecipazione a tutte le commissioni consiliari permanenti del comune con facoltà di intervento, ma senza diritto di voto, senza diritto al gettone o a indennità sostitutive, e senza diritto di assentarsi dal posto di lavoro.
Organismi agili e funzionali ma in grado di dare un reale supporto, attraverso incontri costanti, in termini di idee all’amministrazione comunale.